Psicologia e tecnologia: l’intervista rilasciata a Robocode

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Partecipando al Livorno Games Village, tenutosi il 3 e 4 ottobre 2020, abbiamo avuto il piacere, di conoscere Gloria Zanichelli e Giulio Marfori, i founder di Robocode. Di questo incontro dobbiamo ringraziare una conoscenza in comune, quella di Alessandro Cino, Mentor al Murate Idea Park di Firenze, grazie al quale ha preso avvio una stimolante partnership.

In questo articolo condividiamo l’intervista che la dott.ssa Costanza Cino ha rilasciato qualche giorno fa a Robocode in merito alla consapevolezza digitale e al rapporto tra tecnologia e infanzia.

L’intervista

Gentile dottoressa, esiste un’età per la tecnologia?

Sì, esiste un’età per la tecnologia, o meglio, esiste un’età maggiormente adeguata per ogni tipo di tecnologia. Questa età non si basa solo sul grado di sviluppo e apprendimento dell’individuo, ma anche sul suo livello di consapevolezza del suo adeguato utilizzo. 

Cerco di spiegarmi meglio… La tecnologia è qualcosa che fa parte ormai della nostra quotidianità e che talvolta siamo persino obbligati ad utilizzare. I bambini sin dalla primissima infanzia entrano in contatto in modo attivo con numerosi device, sia attraverso i loro giochi, (per esempio quelli che emettono suoni o lucine), sia attraverso l’osservazione degli adulti, in particolare dei genitori. Quindi nella società contemporanea si può dire che l’individuo nasca inevitabilmente all’interno di un ambiente tecnologico. L’accesso precoce da parte dei più piccoli (talvolta a partire dall’età di un anno), ai diversi dispositivi non sempre “progettati” appositamente per loro come smartphone e tablet, non assicura però che essi imparino ad utilizzarli in modo costruttivo e funzionale, anzi li espone precocemente ai rischi di un ambiente privo di contenimento. 

Cosa ne pensa della rivoluzione digitale?

Penso che al pari delle conseguenze di qualsiasi altra grande invenzione dell’uomo, anche ciò che è derivato dal progresso digitale debba essere giudicato non tanto per la conquista che rappresenta, ma per l’utilizzo che ne viene fatto, sia a livello individuale che sociale.

Quali sono le perplessità connesse all’utilizzo della tecnologia nei bambini?

Ciò che mi preoccupa è che sempre più spesso, svolgendo la mia professione, incontro bambini che già in età prescolare fanno un uso massiccio di smartphone e tablet, sia per guardare video su Youtube, sia per utilizzare app di giochi con contenuti spesso inadeguati alla loro età e privi di impostazioni di parental control. In aggiunta, il tempo che trascorrono interagendo con questi dispositivi manca spesso della supervisione di un adulto. L’accesso a smartphone o tablet viene inoltre spesso concesso dal genitore come premio, utilizzato come moneta di scambio o consentito per porre fine ad un capriccio. Gli elementi che ho elencato sono alcuni dei fattori che espongono i più giovani alla pericolosità che deriva da un utilizzo inconsapevole della tecnologia, che gratifica a priori, che apre finestre su mondi sconfinati, privi di regole e di filtri, a cui manca quella cornice di riferimento dotata di significato, di cui invece hanno bisogno bambini e ragazzi.

Qualche consiglio da dare ai genitori?

Il consiglio che mi sento di dare ai genitori è quello di acquisire, prima di concedere questi dispositivi, conoscenze e strumenti pratici volti al raggiungimento di una consapevolezza digitale, così da poter essere in grado di conoscere e riconoscere i rischi che si celano dietro l’uso della tecnologia e apprendere quali sono le possibili strategie per limitarli o evitarli. Esistono alcuni corsi specifici oggi per approfondire meglio queste tematiche.

Inoltre l’educazione digitale permette alle persone di comprendere i vantaggi che la tecnologia offre a qualsiasi età, anche in termini di apprendimento, quando la sua fruizione è consapevole e sicura.

INFO

Robocode, nei “Percorsi digitali per l’apprendimento creativo”, affronta le tematiche legate alla consapevolezza digitale nell’adulto in collaborazione con esperti del settore psicologico, pedagogico, della della formazione e dell’apprendimento, della sicurezza informatica, della dispersione scolastica, del cyberbullismo e del gender gap.

Trovate l’articolo completo su logo-robocode-trasparente

1 commento su “Psicologia e tecnologia: l’intervista rilasciata a Robocode”

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